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Da case vuote a case vive

Il diritto alla casa è una questione sempre più centrale, anche in Trentino. In un mercato immobiliare caratterizzato da un’offerta ridotta, affitti in aumento e una crescente difficoltà di accesso alla locazione, la Fondazione Trentino Abitare nasce come risposta concreta a un bisogno abitativo che riguarda fasce sempre più ampie della popolazione.

Le radici della Fondazione risalgono al Progetto LocAzione, avviato nel 2023 a seguito di un bando triennale di co-progettazione che ha coinvolto enti del terzo settore, settore pubblico e realtà private. L’obiettivo era dare una risposta abitativa di medio-lungo periodo alla cosiddetta “fascia grigia”: persone e nuclei familiari con un reddito sufficiente per sostenere un affitto sul mercato privato, ma che faticano ad accedervi a causa della scarsità di alloggi e del costo sproporzionato dei canoni.

La missione della Fondazione è incrementare la disponibilità di alloggi in affitto sul mercato privato e favorire una maggiore accessibilità alla casa per persone con bisogno abitativo. Per farlo, costruisce condizioni capaci di offrire maggiore stabilità sociale agli inquilini e più tutele ai proprietari, contribuendo alla coesione sociale e a una migliore qualità della vita.

A favore degli inquilini sono previsti servizi di educazione abitativa, informazione sui contributi disponibili, assistenza amministrativa e reperibilità costante. Per i proprietari, invece, il modello mette a disposizione la gestione diretta degli immobili, un supporto tecnico, amministrativo e contabile completo, oltre a informazioni e orientamento sugli strumenti provinciali e nazionali a sostegno della proprietà abitativa.

Uno degli aspetti centrali è la capacità di rimettere in circolo il patrimonio immobiliare inutilizzato. Trentino Abitare può stipulare il contratto di locazione direttamente con i proprietari, assumendosi gli obblighi derivanti dal contratto e garantendo il pagamento puntuale degli affitti, il versamento delle spese condominiali, la gestione dei subentri, la restituzione dell’immobile nei tempi e nelle condizioni concordate, il monitoraggio della qualità dell’abitare e il mantenimento di buoni rapporti di vicinato.

Quando un immobile necessita di lavori di ripristino, può inoltre essere valutato un intervento economico per renderlo nuovamente abitabile, a fronte di un canone ridotto o, nei casi di lavori più onerosi, attraverso formule come il comodato d’uso.

L’attività non si limita alla gestione degli immobili, ma assume anche una forte funzione sociale. Il lavoro di accompagnamento e tutoraggio contribuisce a prevenire criticità, favorire la convivenza tra proprietari e inquilini e creare relazioni di fiducia. In questo senso, l’abitare diventa non solo una risposta a un bisogno concreto, ma anche uno strumento per costruire stabilità, legami e comunità.

Dal 2025 a oggi, sono gestiti direttamente 14 appartamenti e due immobili da ripristinare in Vallagarina, nei quali saranno realizzati 8 o 9 alloggi. A questi si aggiungono le 57 mediazioni concluse con il precedente progetto LocAzione.

Il passaggio da case vuote a case vive rappresenta così un tassello importante per il territorio: un modo per valorizzare il patrimonio esistente, sostenere famiglie e lavoratori nella ricerca di un alloggio e ricostruire una narrazione positiva dell’abitare, in cui l’inquilino non è visto come un problema, ma come una risorsa per la comunità